Insurance Daily | Novembre 2025
Questo è il titolo della quinta edizione dell’Osservatorio Edufin realizzato da FINER per Pictet Asset management.
Dall’osservatorio emerge che il risparmio degli italiani è in aumento, ma l’emotività resta un ostacolo alla pianificazione del futuro. In questo contesto la previdenza complementare non sembra essere pervenuta.
Gli italiani sono storicamente considerati un popolo di risparmiatori, capacità che si conferma anche nel 2025 con una crescita marginale del 52%, seppur non accompagnata da una chiara e regolare pianificazione del risparmio.
Il 66% del campione dichiara di risparmiare per eventuali emergenze e per una maggiore tranquillità finanziaria. La previdenza complementare, tuttavia, non risponde a tale esigenza per l’82% degli intervistati, e solo l’1% del segmento a bassa alfabetizzazione finanziaria — probabilmente più fragile — la considera a questo scopo. Per il futuro, il 56% del campione conta sul sistema pensionistico pubblico o su eredità e lasciti familiari, in una sorta di “eteronomia economica” basata su una pericolosa delega del proprio destino finanziario.
Questo atteggiamento si riflette anche sull’ansia finanziaria, che interessa oggi il 73% della popolazione in Italia, il cui livello, come lo scorso anno, è proporzionale all’educazione finanziaria: quanto più è scarsa la conoscenza della materia, tanto inferiori sono i rischi economico-finanziari percepiti.
La difficoltà nel “mettere in azione” il risparmio con pratiche di investimento pianificate trova una ragione nell’incapacità di individuare un giusto referente per il 44% del campione, seguita dalla difficoltà nel valutare l’adeguatezza del rischio associato agli strumenti finanziari per il 30%.
L’unione tra incertezza economica e geopolitica, mancanza di punti di riferimento e timori per il futuro rende complessa la gestione delle emozioni negli investimenti, che condizionano spesso o sempre le decisioni per il 50% del campione, con una chiara prevalenza di emozioni negative, come la paura delle perdite, indicata dal 68% degli intervistati.
In forte calo, invece, la paura di affidarsi a un professionista poco preparato. La vera rivoluzione nella consapevolezza degli italiani sulla gestione del proprio futuro sembra dunque passare proprio dall’offerta, ovverosia da professionisti preparati – gestori bancari, consulenti finanziari o agenti assicurativi – in grado di sensibilizzare i propri clienti sull’importanza di pensare al proprio futuro.
Si vive più a lungo ed è fondamentale sopravvivere al proprio risparmio, in questo le donne sono più preparate e sensibili sul tema (+17%). Questa è una buona notizia anche alla luce del fatto che nel più grande passaggio di ricchezza intrafamiliare, entro il 2030 le donne, che vivono mediamente più degli uomini, controlleranno il 39% della ricchezza finanziaria globale.
Ove non arriva l’uomo potrà arrivare dunque la donna?
Nicola Ronchetti