FILANTROPIA E BANCHE: ALLEATI PERFETTI

Advisor | Novembre 2025

In Italia si dona di più, il fenomeno della filantropia monitorato dalla terza edizione della ricerca condotta da FINER Finance Explorer per il Fondo Filantropico Italiano, evidenzia che l’inclinazione alla generosità cresce con il patrimonio e con l’età.

La scelta della donazione è per lo più di una scelta individuale o condivisa nel proprio ambito familiare e amicale, ma nel favorire e supportare i donatori nei loro atti donativi emerge in netta crescita il ruolo del private banker, il cui peso passa dall’11% al 25% in due anni.

I motivi per i quali ci si affida sempre di più al proprio banker sono riassumibili in due parole: fiducia (77%) e competenza (73%). Oltre al rapporto fiduciario con il proprio banker, anche per le donazioni, emerge un ruolo crescente della banca. L’interesse a ricevere consulenza filantropica da parte della propria banca è elevato ancora di più per chi ha patrimoni superiori alla media, per gli imprenditori e risulta in crescita rispetto al 2022.

La ricerca ha dato per la prima volta voce anche ai private banker e wealth advisor: il 74% dei professionisti ritiene che la consulenza filantropica sia importante per intercettare nuovi clienti e distinguersi dai competitor.  

Gli stessi private banker e wealth advisor concordano sul fatto che i servizi di consulenza integrata, inclusa la filantropia, migliorano infatti la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti HNWI, aumentando il valore complessivo degli asset gestiti. 

Il 69% dei professionisti concorda sulle evidenze emerse da alcuni studi che dimostrano come nel caso di patrimoni gestiti da più banker questi vengano spostati verso quello che offre un servizio di consulenza filantropica perché la relazione migliora e il servizio risulta più completo. 

A fronte di questo interesse e di questo enorme potenziale ancora inespresso, risulta come già oggi il 29% dei banker riceva richieste di consulenza filantropica da parte dei propri clienti, richieste che vengono poi dirottate alla banca.

In tutto ciò l’aspetto più interessante è che per il 78% dei banker la realizzazione di un progetto filantropico dei propri clienti è in linea con gli obiettivi della banca e del professionista, in quanto migliora la relazione tra le persone coinvolte, solo una minoranza teme una riduzione delle masse gestite a fronte di una donazione. 

Vi è poi un aspetto di grande rilevanza, ovverossia la presenza di patrimoni senza eredi. Il 34% dei banker ha clienti che non hanno eredi o non hanno designato eredi del proprio patrimonio.

Il tutto in un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione delle nascite comportano un aumento del numero di individui senza discendenti diretti. Fondazione Cariplo ha stimato che, entro il 2030, i lasciti “senza eredi” potrebbero superare i 20 miliardi di euro, con un potenziale di crescita fino a 88 miliardi entro il 2040. 

Il 37% dei banker si dichiara consapevole del rischio di perdere asset importanti a causa dei patrimoni senza eredi: si tratta quindi di un tema che merita un’ulteriore sensibilizzazione degli attori in campo.

Insomma possiamo dire che oggi più che mai la filantropia può trovare nelle banche un valido alleato a beneficio di tutti gli stakeholder, dei loro progetti e quindi della collettività.

Nicola Ronchetti