Bluerating | Gennaio 2026
L’industria della consulenza finanziaria ha chiuso il 2025 con l’ennesimo record di patrimonio gestito e con clienti e consulenti sempre più soddisfatti rispetto al mercato, per il 2026 l’attendono tre sfide.
La prima sfida è connessa alla digitalizzazione e all’integrazione con l’Intelligenza Artificiale. Il mercato globale della consulenza finanziaria è in forte crescita, stimato salire a oltre 150.000 mld USD già nel 2026, grazie anche all’adozione dell’IA per analisi predittive, profilazione cliente, gestione del portafoglio e consulenza su misura.
Nel contesto italiano, molti operatori puntano sull’IA, come evidenziano tutte le ricerche condotte da FINER la sua adozione può rappresentare un’opportunità reale solo se integrata in modo sinergico con il lavoro umano, preservando il valore del rapporto con il cliente.
La sfida è dunque quella di riuscire a gestire l’equilibrio tra automazione digitale ed empatia umana investendo nella crescita di competenze adeguate – tecniche, digitali e relazionali – dei consulenti finanziari.
La seconda sfida è quella di dare un contributo fattivo all’accrescimento della cultura finanziaria degli italiani. Nonostante un interesse crescente per i temi finanziari, molti risparmiatori italiani non hanno un adeguato orizzonte temporale: come emerso dalla quinta edizione dell’Osservatorio Edufin realizzato da FINER per Pictet Asset Management, solo il 10 % degli italiani pensa a un fondo pensione, e la maggioranza teme l’investimento in azioni per scarsa conoscenza.
Per quasi la metà dei risparmiatori italiani il problema è “non trovare referenti affidabili o contenuti chiari”.
L’opportunità per i consulenti finanziari è dunque quella di promuovere una maggiore cultura finanziaria, aiutando i loro clienti a comprendere il giusto orizzonte temporale, il corretto rapporto rischio/rendimento, l’importanza della diversificazione.
La terza sfida riguarda l’accessibilità, la fruibilità e la continua trasparenza e professionalizzazione del settore. L’aumento del numero di professionisti e dei clienti, si accompagna da sempre alla crescita della complessità del contesto regolamentare, e quindi alla necessità di garanzie competenza, trasparenza e tutela del cliente. Serve una formazione continua: il settore è in profonda trasformazione dunque essere “certificati” e aggiornati sarà sempre più importante.
Riuscire a mantenere e a garantire standard professionali elevati, trasparenza su costi e assenza di conflitti di interesse, e al tempo stesso adattarsi rapidamente a normative, prodotti e tecnologie nuove per mantenere credibilità e fiducia è ciò che differenzierà il professionista di successo dagli altri.
Il 2026 sarà dunque un anno di successo per chi saprà integrare tecnologia e relazione umana offrendo consulenza più efficiente e scalabile, allargando l’accesso a soluzioni di investimento e previdenza, soprattutto tra giovani e nuovi risparmiatori. Una maggiore professionalizzazione e trasparenza rafforzerà la fiducia verso la consulenza finanziaria aumentandone il valore percepito.
Nicola Ronchetti