ADVISOR | Marzo 2026
In Italia, l’aspettativa di vita ha raggiunto livelli record, superando gli 84 anni e posizionando il Paese tra i primi al mondo per longevità. Il tema della longevità è diventato nodo focale per il Paese e al centro delle strategie delle banche ma, se da un lato è una gioia poter vivere più a lungo, dall’altro la vera sfida è vivere più a lungo e meglio.
Purtroppo non è sempre così, capita sempre più spesso che le persone sopravvivano ai propri risparmi, e non potendo contare su un sistema sanitario e di welfare pubblico ormai al collasso e con prospettive future ancora più cupe, subiscano un forte decadimento della qualità della propria vita nei momenti di massima fragilità.
L’avvocato Gianni Agnelli, diceva: “vorrei vivere il più a lungo possibile e morire il più velocemente possibile”. Ovviamente l’avvocato non aveva problemi finanziari, ma per la maggior parte degli italiani non è lo stesso.
La ricchezza degli italiani per il 55% è infatti rappresentata da immobili, solo il 15% in risparmio gestito. In questo contesto l’opportunità per banche, reti di consulenti finanziari, compagnie assicurative e broker è unica e si dovrebbe concentrare su quattro obiettivi.
Il primo obiettivo è quello di trasformare il patrimonio degli italiani in reddito. Nel caso degli immobili ad esempio c’è ampio spazio per fornire supporto nella messa a reddito, nella dismissione, nell’implementazione o nella riqualificazione.
Offrire servizi sul patrimonio immobiliare darebbe l’opportunità alle banche di gestire la liquidità in caso di cessione, totale o parziale (nuda proprietà) o di fare credito, finanziando progetti in caso di implementazione o riqualificazione.
Il secondo obiettivo è la conversione della liquidità in risparmio gestito, evitando l’erosione del capitale dall’inflazione e garantendo quindi rendite aggiuntive, spiegando che si tratta di pianificare investimenti con un orizzonte temporale medio lungo (5-10 anni) che con l’allungamento della vita media, può essere considerato fattibile anche per un ultra sessantenne/settantenne.
Il terzo obiettivo è favorire l’accesso a strumenti di previdenza integrativa, sempre più necessari visto il collasso del sistema pensionistico statale, tanto più che per gli italiani gli obiettivi primari, al raggiungimento della terza età, sono il mantenimento del tenore di vita (88%) e l’accesso alle migliori cure mediche (70%).
Il quarto obiettivo è supportare il trasferimento di ricchezza intergenerazionale, ad esempio spiegando che trasferire un bene illiquido (ad esempio un immobile o una società) è molto più complesso ed oneroso – soprattutto in presenza di più eredi – rispetto a una quota di un fondo, ad azioni/obbligazioni o ad una polizza magari con un beneficio fiscale (esenzione dalle imposte di successione).
L’allungamento delle aspettative di vita non è quindi solo – di per sé – un fatto positivo di cui gioire, ma per il modo della consulenza finanziaria rappresenta anche un’opportunità da non farsi sfuggire.
Nicola Ronchetti