COMPAGNIE, PROTAGONISTE DEL RISIKO 

Insurance Daily | Luglio 2026 

L’estate scorsa il clima era meno infuocato di oggi, ma il primo tempo del risiko vedeva come oggetto del desiderio una compagnia assicurativa, Generali e poi una sua partecipata Banca Generali.

A ben vedere, l’anno scorso è stata proprio una mossa di Generali a scatenare l’OPAS della Banca del Monte dei Paschi su Mediobanca, la mossa, poi abortita, era quella di una proposta di matrimonio con la francese Natixis nella gestione del risparmio degli italiani. Certamente è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di vecchi rancori tra azionisti storici di Mediobanca (Del Vecchio e Caltagirone) e il suo management.

Oggi, in una sorta di nemesi, dopo una lunga e travagliata conferma di Luigi Lovaglio sulla tolda di comando della banca senese a muovere sul Monte dei Paschi è Intesa Sanpaolo in partnership con un’altra compagnia di assicurazioni: Unipol.

Nel risiko bancario italiano, Unipol e Generali hanno giocato e stanno giocando ruoli da protagoniste, complementari ma opposti: la prima è architetto e regista di primo piano, mentre la seconda costituisce l’ambito e prezioso tesoro conteso che muove le strategie dei grandi istituti di credito.

Unipol: da assicuratore ad architetto del sistema bancario
Il gruppo bolognese guidato da Carlo Cimbri si è ritagliato un ruolo da protagonista assoluto. La sua strategia è volta a blindare e potenziare la bancassurance sfruttando la rete fisica come leva di crescita.
L’operazione che ha catalizzato l’attenzione del mercato vede Unipol agire in tandem con Intesa Sanpaolo. Nel contesto dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) lanciata dall’istituto di Ca’ de Sass su Monte dei Paschi di Siena, Unipol ha siglato un accordo per l’acquisizione di un cospicuo pacchetto di filiali MPS. La compagnia assicurativa bolognese ha poi l’obiettivo di integrare queste attività con BPER Banca, di cui è azionista di riferimento, per dar vita a un nuovo polo bancario di rilievo nazionale. A supporto di tale disegno di consolidamento del credito, Unipol ha previsto un imponente aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro.

Generali: il vero grande obiettivo del risiko
Se Unipol si muove come polo aggregatore, le Assicurazioni Generali rappresentano invece il bersaglio strategico più ambito. All’interno di questa complessa partita, il Leone di Trieste è strettamente legato ai destini di Mediobanca, di cui l’istituto di piazzetta Cuccia detiene una quota storica e rilevante.
Le grandi manovre di fusioni ed acquisizioni che stanno ridisegnando il panorama finanziario italiano — come l’offerta dello stesso Banco BPM su MPS o le mosse di Intesa Sanpaolo — hanno come fine ultimo proprio il controllo, diretto o indiretto, di Generali. Il mercato riconosce infatti nella compagnia triestina un asset di enorme valore, in grado di generare una cassa solida, incrementare la redditività e definire la leadership nel risparmio gestito.

La convergenza tra finanza e assicurazioni
Il disegno complessivo dimostra come, nell’attuale scenario, i confini tra banche e assicurazioni siano sempre più labili. Il consolidamento del credito non può prescindere da una forte componente assicurativa, e la presenza di grandi capitali italiani — guidati da attori come Unipol — garantisce che una parte significativa della sovranità finanziaria del Paese resti radicata nel territorio nazionale.

Di questo dovranno tenerne conto altre compagnie assicurative sia internazionali – Axa in primis – che italiane, il rischio di finire ai margini della competizione è molto elevato.

Nicola Ronchetti