ETF ATTIVI E FONDI “CLEAN SHARE CLASSES”: IL FUTURO DEL RISPARMIO GESTITO

FAJ | Giugno 2026

Il panorama degli investimenti sta vivendo una trasformazione strutturale. Se per anni il dibattito si è limitato a “gestione passiva vs gestione attiva”, oggi la convergenza tra tecnologia, riduzione dei costi e ricerca di performance ha creato due nuove frontiere promettenti: gli Etf a gestione attiva e i fondi comuni in “Clean Share Classes.

Nel 2026, con un mercato europeo degli Etf attivi che ha superato gli 85 miliardi di euro di patrimonio, gli investitori italiani hanno a disposizione strumenti che uniscono la flessibilità degli exchange-traded funds all’expertise dei gestori professionisti. Parallelamente, la direttiva MiFID II ha spinto le case d’investimento a offrire classi di fondi “pulite”, eliminando le retrocessioni di commissioni a favore dei distributori.

Per molti osservatori (66% dei professionisti intervistati da Finer) gli Etf Attivi rappresentano il meglio dei due mondi, sono OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) negoziabili in borsa in tempo reale, proprio come le azioni, ma la loro composizione non replica pedissequamente un indice. Un team di gestione interviene attivamente per selezionare i titoli, con l’obiettivo di superare il benchmark di riferimento.

Tre sono i vantaggi degli ETF attivi: 1) trasparenza e liquidità, quotati su Borsa Italiana, permettono di entrare e uscire in qualsiasi momento della giornata, a differenza dei fondi tradizionali che valorizzano la quota una volta al giorno; 2) costi competitivi, sebbene più costosi degli Etf passivi, gli attivi mostrano costi inferiori rispetto ai fondi comuni tradizionali. In Europa, gli Etf azionari attivi presentano un costo medio di circa 26 punti base, decisamente inferiore ai fondi attivi tradizionali (spesso sopra l’1%); 3) gestione dinamica: Il gestore può modificare il portafoglio per difendersi durante le fasi di mercato ribassista.

Discorso a parte per i fondi comuni “Clean Share Classes”, che per il 57% dei consulenti finanziari con mandato e per l’85% dei consulenti fee only si caratterizzano soprattutto per trasparenza e basso costo. I fondi comuni di investimento tradizionali includono retrocessioni, ovvero una parte delle commissioni di gestione annue che la Sgr gira alla banca che distribuisce il prodotto. Le Clean Share Classes (o classi “pulite”) sono classi di fondi da cui sono stati eliminati tali costi di distribuzione.

Le tre principali motivazioni alla scelta di questi fondi sono tre: 1) costi minori, eliminando la retrocessione, il TER (Total Expense Ratio) del fondo si riduce, migliorando il rendimento netto dell’investitore; 2) trasparenza, l’investitore paga solo la consulenza e la gestione, senza costi occulti di collocamento; 3) ideali per i consulenti Indipendenti o per quelli che hanno sposato la consulenza fee only

Gli Etf attivi stanno registrando una raccolta record, spinti soprattutto da strategie azionarie e obbligazionarie di alta qualità a costi inferiori rispetto ai fondi attivi.

I fondi Clean Share Classes offrono una gamma di strategie più vasta, inclusi fondi tematici di nicchia non ancora disponibili in formato Etf.

E quasi certo che Etf attivi e fondi clean saranno i protagonisti del prossimo futuro. Gli Etf attivi sostituiranno progressivamente la maggioranza dei fondi attivi, si caratterizzeranno come alternativa dinamica e a basso costo, ideale per chi cerca trasparenza e agilità operativa. I fondi Clean Share Classes rappresentano invece la soluzione ideale per chi cerca la gestione attiva di lungo periodo senza pagare commissioni di distribuzione.

I professionisti su questi trend sembrano tutti allineanti, i loro clienti pure, si tratterebbe quindi di un futuro già scritto. 

Nicola Ronchetti