CONSULENTE FINANZIARIO: UNA LUCE NEL BUIO

Investire | Novembre 2025 

Una bellissima frase campeggia nell’ufficio di un importante consulente finanziario americano: “don’t panic, call your financial advisor”.  

Effettivamente il supporto di un buon consulente finanziario è fondamentale per mantenere la calma, concentrarsi sull’orizzonte temporale di lungo termine e ribilanciare il portafoglio in modo strategico per evitare decisioni impulsive che possano compromettere il patrimonio. 

Questo è confermato da una serie di evidenze raccolte da FINER sia dal lato dei risparmiatori che dei professionisti.

Il 66% dei clienti che ha investito i propri risparmi tramite un consulente finanziario dichiara che in assenza del suo professionista di fiducia in più di un’occasione avrebbe liquidato le proprie posizioni salvo pentirsene dopo pochi giorni.

Anche i consulenti finanziari riconoscono che la propria capacità di gestire l’emotività dei clienti si è rivelata vincente in oltre il 75% dei casi.    

Il valore del consulente finanziario si sostanzia in una serie di aspetti, particolarmente apprezzati dai suoi clienti.

Innanzitutto nell’85% dei casi aiuta a pianificare e a disciplinare: un buon consulente contribuisce a definire un piano d’investimento personalizzato che rispetti il proprio profilo di rischio e i propri obiettivi a lungo termine. In periodi di forte volatilità, è essenziale seguire questo piano per evitare decisioni emotive.

Conoscendo bene il cliente, il bravo consulente riesce poi a gestirne le emozioni nel 77% dei casi. Durante i periodi di turbolenza, la paura e l’euforia possono spingere gli investitori a compiere errori, come liquidare i propri investimenti durante un ribasso o investire in un momento di picco di mercato. Un consulente funge da “freno” emotivo, aiutando il cliente a non farsi trascinare dalle fluttuazioni di breve periodo e a mantenere la prospettiva di lungo termine.

Un buon consulente offre una visione di lungo termine, ideale per contrastare la miopia a cui è affetto il 79% degli investitori non professionisti: il consulente ricorda che la volatilità è una parte fisiologica del mercato finanziario e che, in un orizzonte temporale più ampio, le oscillazioni di prezzo hanno un impatto minore. Questo aiuta il cliente a non farsi ossessionare dai movimenti giornalieri.

Tecnicamente un buon consulente, con il supporto della sua banca riesce a costruire un’adeguata strategia di portafoglio aspetto riconosciuto e apprezzato dal 64% dei suoi clienti: il consulente può aiutare a gestire il rischio attraverso strategie come la diversificazione, che mira a mitigare gli effetti negativi della volatilità su singoli asset.

Un buon professionista consente poi di cogliere le opportunità che offre il mercato (apprezzato dal 44% dei suoi clienti): la volatilità crea anche opportunità. Un consulente può aiutare l’investitore a cogliere i momenti di ribasso per acquistare titoli di valore a prezzi più convenienti e a venderli quando i prezzi salgono, senza lasciarsi guidare dalle emozioni.

Ugualmente importante è l’attività di manutenzione e la valutazione del portafoglio (gradita dal 45% dei suoi clienti): con una buona consulenza, è possibile valutare il portafoglio in modo obiettivo e apportare le necessarie modifiche per mantenere il corretto allineamento tra rischio, rendimento e obiettivi di investimento, soprattutto in un contesto di mercato mutevole. 

A volte una telefonata in più può fare la differenza. 

Nicola Ronchetti