Bluerating | Marzo 2025
Gli effetti dell’Intelligenza Artificiale si stanno facendo sentire: la startup spagnola Tuio, ha fatto crollare a Wall Street i titoli dell’assicurazione e penalizzato l’indice del settore, Altruist, ha colpito le azioni dei gruppi del risparmio gestito.
Un’analisi di Morgan Stanley lancia un preoccupante allarme sull’occupazione nel settore bancario europeo, prevedendo tagli significativi a causa dell’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) e della digitalizzazione.
Secondo questa analisi, circa 212.000 posti di lavoro nel settore bancario europeo (pari a circa il 10% della forza lavoro di 35 importanti istituti) potrebbero sparire entro il 2030: i tagli sono guidati dalla necessità delle banche di migliorare l’efficienza, con stime di guadagni di produttività fino al 30% grazie all’IA generativa.
Le riduzioni si concentreranno principalmente nei servizi centrali, inclusi back-office, middle-office, gestione del rischio e compliance; oltre all’IA, la continua chiusura delle filiali fisiche a favore dei servizi online contribuisce alla ristrutturazione della forza lavoro.
Sebbene l’allarme principale riguardi l’Europa, la tendenza è globale. Anche negli Stati Uniti, Morgan Stanley ha pianificato riduzioni nella divisione wealth management, mentre altre banche come Goldman Sachs hanno attribuito tagli all’IA.
Un calo massiccio e immediato del personale nel 2026 potrebbe essere parzialmente evitato se le aziende riusciranno a mantenere alta la redditività, ma la pressione per la ristrutturazione digitale rimane alta.
La riduzione del personale non è limitata all’Europa. Un anno fa, un report di Bloomberg aveva fatto previsioni simili per le banche di Wall Street.
Tutto ciò sta generando molto rumore e nervosismo anche in Italia, soprattutto a seguito del mercoledì nero della consulenza finanziaria: l’11 febbraio infatti i titoli dei nostri campioni nazionali – Azimut, Banca Generali, Fineco e Mediolanum – hanno visto le loro quotazioni scendere drasticamente.
William Shakespeare direbbe molto rumore per nulla, è assodato che la consulenza finanziaria di valore si basa su un rapporto fiduciario tra il cliente e il proprio banker grazie a quella che viene definita “customer intimacy”: ovverosia una relazione solida e personalizzata tra persone che condividono esigenze, emozioni e valori.
Consulenti finanziari, private banker e gestori bancari, devono però guardarsi le spalle evitando di sottovalutare il fenomeno: l’Intelligenza Artificiale, porterà maggiore efficienza, trasparenza e accessibilità.
Ci sarà certamente una selezione della specie anche tra i consulenti finanziari, i private banker e i gestori bancari: sopravviveranno solo i migliori, i più reattivi al cambiamento e chi sa ascoltare i clienti adeguandosi ai nuovi paradigmi del mercato.
È una corsa ad ostacoli, vincerà chi saprà correre più veloce evitando di inciampare, sapendo che certamente il valore della consulenza finanziaria non cambierà ma le sue regole di ingaggio certamente sì.
Nicola Ronchetti