LA FIDUCIA PARTE DAL TERRITORIO 

Bluerating | Aprile 2026

Qualche anno fa le banche erano in competizione per chi apriva più filiali, sborsando milioni di Euro per conquistarsi qualche metro quadrato su strada in ogni parte del Paese. Oggi la corsa o meglio la rincorsa è nella direzione opposta si chiudono e si accorpano filiali come se non ci fosse un domani.

In Italia la desertificazione bancaria prosegue a ritmi serrati con oltre 500 filiali chiuse nel 2025, portando il totale a 19.000 sportelli e lasciando il 43,3% dei comuni (3.419) senza banche. Più di 4,7 milioni di persone vivono in comuni totalmente privi di sportelli, mentre quasi 6,5 milioni risiedono in aree con un solo sportello. Circa 283.000 imprese si trovano in aree non servite, il fenomeno non è più limitato alle aree interne ma tocca anche i centri urbani. La chiusura fisica non è completamente compensata dall’online, specialmente per gli over 65, con meno di un terzo che utilizza Internet banking. 

La nuova ondata di chiusure ha modificato anche la classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari. Stando ai dati aggiornati al 31 dicembre 2025, il primo posto è occupato dal Gruppo BCC Iccrea con 2.447 filiali che ha superato Intesa Sanpaolo con 2.298 filiali, tallonata da UniCredit con 2.245, quarta BPER con 2.166, quinta Monte dei Paschi di Siena con 1.547. Al sesto posto Cassa Centrale, un’altra Banca di Credito Cooperativo con 1.511 filiali, al settimo Banco BPM con 1.365, all’ottavo Crédit Agricole con 993, al nono posto BNL BNP Paribas con circa 650 filiali, al decimo CREDEM con 590 filiali.

La classifica non tiene conto di BancoPosta che grazie agli oltre 12.800 uffici postali di Poste Italiane e agli oltre 9.000 Postamat è di fatto la prima banca in Italia per presenza territoriale.

In un Paese come il nostro dove ci sono oltre 4,9 milioni di microimprese sparse anche in piccoli comuni e dove la ricchezza è detenuta principalmente da over 65enni la presenza territoriale e la possibilità di interagire con una persona in un luogo fisico è sicuramente un vantaggio competitivo.

Infatti BancoPosta e il Gruppo BCC Iccrea stanno mietendo successi impensabili fino a qualche anno fa e questo per la presenza territoriale supportata – come quasi tutte le banche – da forti investimenti nel digitale unendo l’accessibilità multicanale con il presidio territoriale della banca.

La desertificazione bancaria sembra dunque aprire opportunità per quelle banche che non la praticano in modo dogmatico e massivo e per le reti dei consulenti finanziari – abilitati a operare fuori sede – che oltretutto compensano la chiusura delle filiali bancarie con l’apertura di uffici di consulenza sul territorio (sono ad oggi oltre 2.000).

A rendere il quadro competitivo ancora più articolato vi sono poi le “challenger bank” (Revolut, Scalable Capital, Trade Republic) che per definizione abdicano alla presenza fisica sul territorio.

Difficile fare previsioni su come – tra dieci/quindici anni – si divideranno esattamente le quote di mercato gli attuali incumbent e newcomer, quello che è certo è che – in Italia – quando si parla di denaro e di progetti di vita, guardare negli occhi il proprio consulente è determinante tanto quanto presidiare il territorio.

La soluzione vincente sarà quella che farà evolvere la filiale verso un modello di servizio più leggero e flessibile, e il consulente bancario abilitato all’offerta fuori sede, potenziando la capacità di relazione con i clienti e il territorio di riferimento. 

Nicola Ronchetti